Daoyin · Yangsheng · Teoria · Qi · Qigong · Le tre regolazioni · DYYSG · Zhang Guangde · Le 5 nature e i 3 animi · Tecnica · L'apprendimento

 

Daoyin

 

Il daoyin è una tecnica psicofisica cinese dalle radici antichissime finalizzata originariamente sia alla cura della salute che alla purificazione del corpo e dello spirito. Gli asceti del passato ritenevano infatti grazie ad esso di poter ottenere "l'eterna giovinezza" (changsheng bulao). La prima menzione storica a riguardo è contenuta in Zhuangzi, testo taoista del IV-II sec. a.C.

Zhuangzi

 

 

 

Soffiando, inalando, espirando ed aspirando, espellono il vecchio per assorbire il nuovo. Si scrollano come gli orsi e si stirano come gli uccelli. Fanno ciò per prolungare la vita, sono gli adepti del Daoyin, gente che nutre la propria forma emulando Peng il vegliardo.
(Zhuangzi, Keyi)

 

 

 

La più antica raffigurazione del Daoyin, un dipinto su seta rinvenuto in una tomba reale del 168 a.C. (dinastia Han) a Changsha.Varie furono nei secoli le interpretazioni sul significato del termine "daoyin", le più accreditate delle quali sono le seguenti:

daoqi yinti - guidare il qi e distendere il corpo
daoqi yinliao - guidare il qi per indurre una cura

Entrambe evidenziano aspetti importanti dell'esercizio e non sono in contraddizione tra loro. La prima ne descrive sommariamente la tecnica mentre la seconda si riferisce ad una delle finalità dell'esercizio; col daoyin infatti si dirige il qi e si muove il corpo allo scopo di ottenere un effetto benefico sulla salute.

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Yangsheng

nutrire la vita

La Cina vanta un'antichissima e profonda tradizione nella cura del corpo e dello spirito. E' storicamente documentato che già in epoca feudale (770-221 a.C.) grande importanza veniva attribuita ai cosiddetti "metodi per nutrire la vita" (yangsheng zhi dao), metodi che avevano lo scopo di promuovere un'esistenza longeva, salutare e completa dell'essere umano grazie a ricette dietetiche, farmaceutiche, a esercizi ginnici e di coltivazione spirituale (come lo studio, la poesia, la meditazione, ecc.)

Gentiluomini in conversazione, epoca Han (206-220 a.C.).

Molti illustri pensatori dell'epoca si confrontarono in accesi dibattiti su questi temi sostenendo le loro "ricette" e discutendo quelle dei colleghi. Tra i vari metodi per "nutrire la vita" l'esercizio fisico era quasi universalmente considerato indispensabile e di grande efficacia. Con "esercizio fisico" si deve però qui intendere qualcosa di assai più profondo e complesso di quanto oggi suggerisca il termine. Si trattava infatti di esercizi che coinvolgevano sia il corpo che la mente in uno sforzo di autopurificazione profondo e potenzialmente illimitato.

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Teoria

Qi

La circolazione del qi nei canali energetici (jingluo) del corpo umano.Il concetto di "qi" (ch'i - nella trascrizione fonetica inglese, ki per i giapponesi) non ha un corrispondente nella nostra cultura odierna. Nelle fonti cinesi più antiche lo si può intendere come l'elemento vitale base e unione di tutto il creato. Viene spesso tradotto con "energia", "energia vitale" o "soffio", "soffio vitale".

Secondo antiche concezioni biofisiche cinesi il qi pervade e anima tutte le creature. Tutto l'universo è vivente a partire dal Cielo e dalla Terra che sono i genitori di tutti gli esseri. L'essere umano, al pari di tutte le creature, vive tra Cielo e Terra e ne è evidente frutto. La sua testa è infatti rotonda come la volta celeste, i suoi piedi sono piatti come la superficie della terra. La testa si erge verso il Cielo, i piedi lo sorreggono poggiando sulla terra. Di tutte le creature l'uomo è considerato la più perfetta, poiché in lui sono i simboli di Cielo e Terra, in lui si combinano le nature di Cielo e Terra.

L'uomo vive grazie al suo qi interno (yuanqi - energia vitale originaria) che riceve dai genitori e che perde con la morte. Zhuangzi, un filosofo taoista del IV sec. a.C., così descrive quest'idea:

L'uomo nasce da una condensazione del qi. E' questo qi che, nel condensarsi, produce la vita ed è lo stesso qi che, nel disperdersi, porta con sé la morte.
(Liou Kia-hway. Zhuangzi, Adelphi, 1982)

Come il qi nutre e dà vita e funzione alle facoltà umane, allo stesso tempo viene da queste influenzato. Tramite la respirazione si assorbe il qi puro dell'aria (qingqi) e si espelle il qi torbido del corpo (zhuoqi). Con l'alimentazione si assorbono i qi nutritivi dei vari elementi naturali.

Oltre a questi "nutrimenti" provenienti dall'esterno, l'uomo può contribuire a mantenere in salute il suo qi interno tramite un'opportuna attività fisica che gli permetta di evitare blocchi e ristagni. Il qi infatti non è fermo dentro il corpo ma circola incessantemente, come il sangue e la linfa. Al suo bloccarsi o ristagnare o fluire in modo eccessivo o sregolato corrisponde una situazione patologica.

I significati principali ricoperti dalla parola qi nell'ambito specifico delle tecniche ginniche di nutrimento vitale possono essere sintetizzati nei seguenti:
1. aria
2. energia vitale dell'individuo
3. energia vitale dell'universo

Tali significati non sempre sono distinti, anzi, in molti casi sono fusi assieme.

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Qigong

Tecnica di meditazione sugli organi interni da un manuale anonimo di qigong diffuso in epoca Ming (xingming guizhi quanshu).La parola "gong" significa "abilità, lavoro"; "qigong" (ch'i-kung o chi-kung secondo la trascrizione fonetica inglese) è dunque il lavoro sul qi, nonché l'abilità risultante da questo lavoro.

I cinesi attribuiscono al qi, e ad un suo particolare utilizzo, anche fenomeni straordinari che vanno dalla pranoterapia, all'invulnerabilità del corpo a lame, chiodi, vetro, fuoco, corrente elettrica, alla capacità di frantumare mattoni, di piegare barre di ferro, ecc. Tutte queste facoltà, e altre ancora, sono catalogate dai cinesi come "abilità [facoltà] del qi" quindi qigong.

Taijiquan: Chen Zhaokui (1928-1981) in lanzhayi.Le più antiche tracce del termine qigong risalgono a testi taoisti d'epoca Tang (618-905), come ad esempio il Taiqing tiaoqi jing (Classico sulla regolazione del qi della Suprema Purezza), e denotano tecniche respiratorie, di visualizzazione e di meditazione atte a purificare il proprio essere nell'intento di raggiungere l'immortalità.

 

In ambito marziale si utilizza il qigong - o meglio il neigong (lett. "lavoro interno") - allo scopo di rinvigorire l'energia vitale e più in generale il corpo e la mente. Tutte le scuole tradizionali delle arti marziali cinesi (wushu) possiedono esercizi specifici di neigong. Alcune di esse, dette "scuole interne" (neijia), hanno fuso tali esercizi con la tecnica marziale creando un tutt'uno integrato. Le più famose scuole interne sono Taijiquan, Baguazhang e Xinyiquan.

In riferimento alle tecniche della salute l'uso del termine "qigong" pare non sia anteriore al 1910 e solo dalla fine degli anni '50 iniziò ad essere impiegato su larga scala. Oggi è ben più diffuso del più corretto daoyin, soprattutto fuori dalla Cina.

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Le 3 regolazioni

Gli esercizi del daoyin agiscono su tre livelli distinti ma costantemente uniti:

1. livello fisico yundong daoyin (conduzione motoria)
guidare il corpo nelle posizioni e nei movimenti richiesti
2. livello respiratorio huxi daoyin (conduzione respiratoria)
controllare e guidare la respirazione nei modi e nei ritmi richiesti
3. livello mentale yinian daoyin (conduzione mentale)
controllare e condurre per mezzo dell'attenzione e del pensiero il corpo nelle posizioni e nei movimenti richiesti, la respirazione nei modi e nei ritmi richiesti e contemporaneamente focalizzare la concentrazione sui punti richiesti coordinando tutte queste operazioni in un'unica azione integrata e completa.

Le radici di questa triplice azione sono da ricercarsi nel cosiddetto principio delle 3 regolazioni (santiao), principio cardine di ogni esercizio tradizionale di daoyin. Le "tre regolazioni" sono:

- regolare il corpo (tiaoshen)
- regolare il respiro (tiaoxi)
- regolare la mente (tiaoxin)

Corpo e mente sono un tutt'uno nella concezione fisiologica classica cinese. Non è possibile concepire il corpo in modo separato dalla mente. La mente vive grazie al corpo e viceversa, entrambi dipendo l'uno dall'altro. Amministrare e coltivare adeguatamente il proprio corpo non è possibile senza l'intervento della mente, né è possibile disciplinare la mente ed ottenerne la massima concentrazione senza un uso corretto del corpo e della respirazione. La respirazione a sua volta non può essere controllata se non con l'ausilio di posizioni corrette e di una appropriata concentrazione mentale. Tutte le più profonde discipline del corpo orientali si riconoscono in questi principi.

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Daoyin yangshenggong

Il daoyin yangshenggong (esercizi di nutrimento vitale daoyin) è il risultato di una lunga e profonda ricerca condotta dal professor Zhang Guangde dell'Università per l'Educazione Fisica di Pechino sulle antiche tecniche del daoyin.

I suoi movimenti morbidi, fluidi ed armoniosi sono studiati per facilitare il deflusso dell'energia vitale in tutto il corpo, sciogliere le articolazioni, tonificare e ossigenare i muscoli, rilassare il sistema nervoso.

Numerose prove cliniche effettuate in Cina e le verifiche di alcuni specialisti e studiosi del mondo medico anche occidentale, hanno dimostrato che il Daoyin yangshenggong è efficace nel rafforzamento della salute e nella prevenzione e cura di molte malattie acute e croniche, senza per contro evidenziare alcun effetto collaterale.

Ma non è solo alla "salute" in senso stretto che si limita la sua azione. Grazie ad un controllo profondo e minuzioso della concentrazione, della respirazione e dei movimenti del corpo, il daoyin del Professor Zhang Guangde è un vero e proprio metodo di coltivazione e crescita interiore. Grazie ad esso si stabilisce un contatto profondo tra mente e corpo tramite il quale è possibile ripristinare quell'armonia interiore così spesso danneggiata dalla frenetica vita quotidiana.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il professor Zhang Guangde

 

Zhang Guangde nacque nel marzo del 1932 nella città di Tangshan, provincia di Hebei, città nella quale fu fondata nel 1955 la prima clinica esclusivamente dedicata al qigong. Il prof Zhang nel movimento 'una barca leggera attraversa il calmo fiume'Cresciuto in seno a una famiglia di rinomati medici tradizionali, nel 1955 fu tra i primi iscritti al neonato corso di wushu dell'ISEF di Pechino. Diplomatosi a pieni voti nel 1959 fu subito assunto come insegnante dall'Istituto stesso e nel 1963 fu tra i primi laureati del corso di specializzazione per ricercatori di Wushu.
Negli anni '70 si dedicò con tenacia allo studio delle tecniche daoyin, giungendo a formulare il sistema daoyin yangshenggong, oggi praticato da più di quattro milioni di persone sparse in tutte e cinque i continenti.
All'inizio degli anni '80 fondò il "Gabinetto di Ricerche sul Daoyin Yangshenggong" presso l'Istituto Superiore per l'Educazione Fisica di Pechino e fu presidente della Commissione Speciale di Studi sul Daoyin Yangsheng dell'Associazione Cinese di Educazione Superiore.
Attualmente è Professore Ordinario e Ricercatore presso la Facoltà di Wushu dell'Università per l'Educazione Fisica di Pechino, Direttore Generale Onorario del "Centro Zhang Guangde sul Daoyin Yangshenggong" dell'Università per l'Educazione Fisica di Pechino nonché membro permanente e vice segretario dell'Associazione Cinese di Studi sul Wushu.
Da ormai più di 35 anni svolge attività pedagogica e tra i suoi allievi spiccano anche nomi famosi come Wu Bin, noto allenatore di blasonati campioni d'arti marziali. Ma è nello studio e nella ricerca che vanta i maggiori successi e riconoscimenti; il suo testo "Daoyin yangshenggong" del 1992 ottiene il secondo premio allo "Sviluppo pedagogico, scientifico e tecnologico nazionale". Nel 1993 ottiene la "sovvenzione per specialisti" in virtù del suo "eccezionale contributo all'educazione superiore". Nel 1996 è inserito tra i "cento talenti del wushu cinese" e nello stesso anno il suo daoyin yangshenggong è riconosciuto come "metodo di costruzione fisica nazionale per tutto il popolo". Nel 1997 viene inserito nel "grande dizionario dei professori d'educazione fisica della Cina contemporanea" e nel "dizionario degli specialisti in pedagogia della Cina". Nel 1998 gli viene riconosciuto l'ottavo grado in wushu dall'Associazione Cinese Wushu.
Fino ad oggi ha pubblicato ben 13 scritti: "autogestirsi con l'arte di nutrire la vita", "Gli esercizi Daoyin di nutrimento vitale - tecnica (tomi 1 e 2) - teoria - il nutrimento vitale - risposte ai dubbi", "Yangsheng taijizhang (1)" "Yangsheng taijizhang (2)", "Yangsheng taijijian", "esercizi di allenamento fisico e mentale per bambini", "spiegazione illustrata dei 14 meridiani", "cento esempi di chiavi articolari", "introduzione al wushu", ecc. Di questi il testo "Daoyin yanshenggong" è stato tradotto e pubblicato in sei lingue. Ha pubblicato inoltre anche 32 tra articoli e saggi sul wushu e sullo yangsheng, molti dei quali hanno ricevuto il primo e secondo premio da parte dell'Università per l'Educazione Fisica di Pechino e il premio speciale dell'Associazione delle Scienze Sportive Cinesi e dell'Associazione Nazionale Saggi e Rapporti sul Wushu.
E' stato invitato a tenere corsi e conferenze in università francesi, presso l'Università di Oldenburg (Germania), presso l'Università di Tokyo e l'Università Giapponese dello Sport. Ha tenuto lezioni e seminari in oltre dieci paesi tra cui: Giappone, Singapore, Corea, Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Austria, Portogallo e Australia.

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Le Cinque Nature e i Tre Animi

 

Il sistema Daoyin yangshenggong si fonda sulle "Cinque Nature" (wuxing) e sui "Tre Animi" (sanxin).

Le "Cinque Nature" incarnano le peculiarità costitutive dell'esercizio e sono:

1. tradizione (chuantongxing)
2. scientificità (kexuexing)
3. efficacia (shixiaoxing)
4. artisticità (yishuxing)
5. possibilità di ampia diffusione (guangfan shiyingxing)

La prima di esse è la "tradizione". Il Daoyin yangshenggong non è infatti una tecnica creata ex novo ma affonda le radici nella più antica tradizione cinese; i movimenti, le posizioni, le teorie, le visualizzazioni, la concentrazione, la respirazione che la compongono provengono dagli esercizi di Daoyin tradizionale.

Con "scientificità" si vuol ribadire che nella composizione delle singole sequenze il creatore non si è accontentato di trasmettere passivamente la tradizione antica ma si è anzi preoccupato di ricercarne e verificarne i principi scientifici.

Con "efficacia" si intende che nella formulazione degli esercizi il fondatore si è basato su principi oggettivi e sperimentati di efficacia, anche alla luce delle conoscenze scientifiche moderne.

Con "artisticità" si evidenzia come le forme non si limitino al solo scopo pratico ma vogliano essere un modello estetico e artistico di espressione corporea e spirituale.

Con "possibilità di ampia diffusione" s'intende che il creatore s'è sforzato di raggiungere un possibile compromesso tra necessità tecniche, pedagogiche e di divulgazione, formulando esercizi non noiosi, ripetitivi e complessi ma relativamente semplici, vari, eleganti, piacevoli, di lunghezza e intensità appropriate.

I "Tre Animi" evidenziano l'atteggiamento mentale del praticante di Daoyin.

1. purezza (zhenxin)
2. entusiasmo (rexin)
3. pazienza (naixin)

Con "purezza" (lett. "cuore puro") s'intende che il praticante deve avere un approccio puro e incontaminato verso la disciplina e la pratica; deve liberarsi dai condizionamenti, dalle preoccupazioni, dai sospetti o dalla diffidenza. E' questo l'atteggiamento migliore per apprendere. Un cuore puro, un animo sincero, consentono una vita migliore con se stessi e con gli altri e la possibilità di assorbire rapidamente gli insegnamenti.

Con "entusiasmo" s'intende l'entusiasmo verso lo studio, la pratica e l'apprendimento. L'entusiasmo costituisce uno straordinario motore per l'apprendimento e arricchisce la nostra vita e la nostra persona rendendola attiva e dinamica e aiutandola oltretutto a superare i momenti difficili.

La "pazienza" è un requisito indispensabile nell'apprendimento di qualunque disciplina e ancor più di un'arte impegnativa come quella del Daoyin. "Pazienza" significa pazienza verso se stessi e verso gli altri. Le caratteristiche stesse del Daoyin "obbligano" a coltivare la pazienza, una virtù davvero necessaria e tanto bistrattata nella società di oggi.

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Tecnica

Il sistema daoyin yangshenggong prevede esercizi statici e dinamici in posizione eretta e in posizione seduta, simmetrici e di difficoltà variabile, che si possono effettuare anche con l'accompagnamento di appositi brani musicali al fine di facilitare la concentrazione e il rilassamento.
Tra le sequenze più significative dell'intero sistema annoveriamo le seguenti:

- 4 sequenze statiche in piedi
yangsheng gong esercizio del nutrimento vitale
ningshen lianyi tiaoxin gong (2 serie) esercizio per calmare lo spirito, allenare il pensiero e regolare la mente
mingmu huanshi gong esercizio per una vista acuta

- 7 sequenze dinamiche
daoyin baojian gong esercizio delle distensioni guidate per preservare la salute
shujin zhuanggu gong esercizio per drenare i muscoli e rafforzare le ossa
yiqi yangfei gong esercizio per nutrire i polmoni e migliorare la respirazione
hewei jianpi gong esercizio per armonizzare lo stomaco e irrobustire la milza
shuxin pingxue gong esercizio per favorire il cuore e normalizzare la circolazione
yuzhen buyuan gong esercizio per coltivare il qi puro e rinsaldare il qi originario

- 2 sequenze integrate statico/dinamiche/automassaggio
jiujiu huantong gong (sanbao gong) esercizio per ringiovanire i 99enni (o dei 3 gioielli)
sishijiu shi jing luo dong gong le 49 tecniche per muovere l'energia nei meridiani

- 13 sequenze da seduti (delle quali 11 sono l'equivalente seduti di esercizi statici e dinamici)
shugan lidan gong esercizio per favorire il fegato e beneficiare la cistifellea
xingnao ningshen gong esercizio per risvegliare il cervello e calmare lo spirito

zuoshi qiangxin gong esercizio seduto per rafforzare il cuore
zuoshi yifei gong esercizio seduto per migliorare i polmoni
zuoshi bupi gong esercizio seduto per curare la milza
zuoshi chubi gong esercizio seduto per eliminare i reumatismi
shi anshen gong esercizio seduto per tranquillizzare lo spirito
zuoshi xingzhi gong esercizio seduto per rimuovere i ristagni
zuoshi baogan gong esercizio seduto per proteggere il fegato
zuoshi conger gong esercizio seduto per l'acutezza dell'udito
zuoshi gushen gong esercizio seduto per rafforzare i reni
zuoshi jianshen gong (2 serie) esercizio seduto per rinvigorire il corpo

- 2 serie di allungamento
yinti lingrou shisanshi (2 serie) 13 posizioni per allungare il corpo e renderlo elastico

- 2 forme di yangsheng taijizhang Palmo del Taiji per il nutrimento vitale
- 1 forma di yangsheng taijijian (spada) Spada del Taiji per il nutrimento vitale

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L'apprendimento del Daoyin

Il Professor Zhang Guangde durante una lezione ai suoi allievi occidentali (Pechino, Istituto Superiore di Educazione Fisica 1993).Il daoyin non è ottenibile grazie ad una illuminazione improvvisa ma, al pari di quasi tutte le attività umane, solo attraverso un graduale processo di apprendimento. Tale processo d'apprendimento viene qui illustrato evidenziandone gli stadi principali ordinati in successione cronologica e secondo priorità. Apprendere non è particolarmente difficile se si è disposti a riconoscere ed accettare un caposaldo della tradizione pedagogica cinese, cioè il rapporto insegnante-allievo. Affidandosi ad un insegnante l'apprendimento sarà relativamente semplice e piacevole, poiché egli guiderà, passo dopo passo, grazie alla sua conoscenza ed esperienza, l'allievo verso la meta. Compito dell'allievo sarà seguire con pazienza le istruzioni dell'insegnante, cercando di capire e realizzare dentro di sé i requisiti della disciplina. La pratica individuale è ovviamente indispensabile per compiere grandi progressi, ma altrettanto importante è non lasciarsi prendere dall'ansia di apprendere tutto e subito. Chi parte con eccessivo slancio tende ad esaurire presto il suo impeto. E' bene affrontare ogni cosa con gradualità. Anche l'impegno individuale deve crescere in modo graduale e mai divenire un peso o un dovere. La pratica deve rimanere un piacere, se così non fosse il progresso ne potrebbe risultare fortemente inibito.


 

 

Le 6 fasi dell'apprendimento

Lezione di Daoyin - Sinji Vhr Slovenija maggio 2001.Sei sono gli stadi fondamentali dell'apprendimento, denominate le "6 fasi": seguire (sui), memorizzare (ji), ripetere (fuxi), allenare (lianxi), correggere (gaizheng), perfezionare (jinxiu).

1. seguire (sui)

"Seguire" significa copiare ciò che l'insegnante mostra. E' la prima fase dell'apprendimento. Non è né necessario né possibile riuscire a copiare nel dettaglio i movimenti dell'insegnante. Quando questi andrà avanti magari ci si troverà ad andare indietro, quando questi alzerà il braccio destro magari si muoverà il sinistro e così via. La cosa non deve minimamente preoccupare e tanto meno angustiare. Se si fosse in grado di seguire alla perfezione tutto ciò che l'insegnante fa significherebbe che già si conosce l'esercizio e nessuno al mondo sa ciò che non ha mai imparato. Nella fase seguire l'attenzione dello studente è proiettata sull'insegnante che mostrerà col corpo e descriverà in modo conciso a voce ciò che sta facendo.

2. memorizzare (ji)

Nella fase di memorizzazione lo studente dovrà cercare di ricordare le posizioni, i movimenti e le indicazioni generali annunciate dall'insegnante. E' assolutamente naturale che per un certo periodo di tempo nulla rimanga in mente di quanto fatto durante la lezione. Il costante ripetersi degli esercizi durante la lezione permetterà comunque di memorizzarli senza grande sforzo. Oltre ai gesti lo studente memorizzerà anche le indicazioni dell'insegnante, che gli saranno da guida nella pratica. Seguire e memorizzare sono due processi strettamente legati. "Seguendo" inizia già automaticamente la "memorizzazione".

3. ripetere (fuxi)

"Ripetere" significa cercare di ricordare quanto appreso e ripeterlo sotto la guida dell'insegnante e, quando la memorizzazione sarà sicura, anche da soli. Alla fase "ripetere" segue immediatamente la fase "allenare".

4. allenare (liangong)

Mentre "ripetere" si limita alla sfera dello sforzo mnemonico, "allenare" indica già la fase in cui si interviene coscientemente nell'esercizio allo scopo di indurvi dei miglioramenti. Tali miglioramenti vanno ricercati col seguente ordine:
1. controllo posturale e motorio
2. coordinazione dei movimenti col respiro
3. concentrazione su punti precisi del corpo
La fase "allenare" implica uno sforzo attivo da parte dello studente, sia durante la lezione che nell'allenamento individuale. L'impegno profuso nell'allenamento varia in base al livello di pratica e alle motivazioni personali ma già evidenzia che si è "entrati" nella disciplina.

5. correggere (gaizheng)

Le "correzioni" vengono attuate dall'insegnante in rapporto alle esigenze e al livello dello studente. Si distinguono in orali e corporee. "Orali" sono le indicazioni vocali dell'insegnante sul come correggersi da soli. "Corporee" sono le correzioni che sarebbero irrealizzabili senza un intervento esterno di tipo fisico, poiché necessitano di un "registro di sensazione" e della "riscrittura" degli schemi posturali e motori abituali. Anche le correzioni - soprattutto quelle orali - iniziano fin dalle prime lezioni ma necessitano di un certo lasso di tempo, variabile da individuo a individuo, prima di potere essere applicate in modo profondo ed efficace.

6. perfezionarsi (jinxiu)

La fase di "perfezionamento" consiste nel cercare di realizzare pian piano tutti i principi dell'esercizio nella propria pratica personale, assimilando le correzioni e riuscendo a riprodurle autonomamente e automaticamente. E' la fase più lunga ed impegnativa ed è anche quella che ci mette drammaticamente di fronte alle nostre aspirazioni e ai nostri limiti. E' il cuore della pratica; chi riuscirà ad attraversala senza farsi abbattere dalle frustrazioni raggiungerà il massimo esprimibile dalla sua mente e dal suo corpo. Questa fase è potenzialmente illimitata.

Questi 6 punti sono interdipendenti e si intersecano. Ad esempio seguire e memorizzare sono fasi che avvengono praticamente in contemporanea così come: memorizzare e ripetere; ripetere ed allenare; allenare, correggere e perfezionarsi. In tutte queste fasi vale sempre la regola:

1. corpo e movimenti
2. respirazione
3. concentrazione

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