| |
- Quanto tempo dedicare alla pratica?
La durata e la frequenza dell'allenamento individuale del Daoyin dipendono dal livello di pratica, dalle condizioni fisiche e mentali del soggetto, dagli obiettivi che ci si prefigge e dalle condizioni oggettive (impegni, vita lavorativa, ecc.) In genere si considera un'ora e mezza di allenamento per tre quattro volte alla settimana un ritmo sufficiente ad indurre dei cambiamenti nel nostro corpo e poter godere dei benefici dell'esercizio.
- Perché allenare le posizioni statiche?
L'allenamento statico promuove "l'unione" tra le varie parti del corpo che si esplicita con una circolazione libera ed abbondante del qi all'interno del corpo. A questo flusso corrisponde un potenziamento naturale e bilanciato di tutto il corpo a partire dall'interno. L'allenamento statico è un esercizio estremamente potente di nutrimento dei tessuti e rafforzamento delle difese immunitarie. E' anche un mezzo estremamente efficace per conoscere i proprio corpo e la propria mente.
- Perché allenare le posizioni dinamiche?
I movimenti dinamici consentono di mantenere attivi muscoli, articolazioni, tendini e promuovono un'ottimale coordinazione della gestualità agendo su meccanismi proprioaccetivi. Con gli esercizi dinamici tutto il corpo viene drenato, allungato, stimolato. Si evita l'irrigidimento dei tessuti, la perdita di agilità e mobilità.
- Cosa non è il qi?
Il qi non è un'energia magica che ci può consentire azioni prodigiose, il qi è soltanto un'energia biologica competente alla nostra persona. Il qi non è una fede o una credenza mistica ma un'energia materiale che dà sensazioni fisiche ben precise. Coltivando il nostro qi possiamo vivere meglio.
- Le sensazioni del qi
Nell'agopuntura la sensazione del qi (qigan) può essere simile al passaggio di una più o meno lieve corrente elettrica o flusso di calore o dolore muscolare. Nella pratica fisica del Daoyin la sensazione del qi è associata ad un diffuso calore, senso di grande affaticamento muscolare e in certi casi di flussi interni come di corrente elettrica o di fluido. Tutte queste sono sensazioni normali che non devono impensierire il praticante.
- La concentrazione
La concentrazione nel Daoyin deve consentire di controllare posizione, gesto, respirazione e al tempo stesso "fissarsi" su alcuni centri energetici particolari differenti da posizione a posizione. Oltre a far tutto ciò la concentrazione deve essere tranquilla e leggera, come se non si pensasse a nulla e niente importasse di ciò che si sta facendo o di ciò che accade attorno a noi. I cinesi dicono a riguardo "pensare non pensando" (si er busi).
- L'alimentazione
Il Daoyin è una disciplina finalizzata innanzitutto alla cura della salute. Tra gli agenti che intervengo sul nostro qi, oltre all'esercizio fisico, v'è anche l'alimentazione, il bere, i sentimenti, la condotta di vita. Il professor Zhang Guangde ha elaborato indicazioni precise su un'alimentazione salutare basata sulla culinaria tradizionale cinese. In Occidente siamo abituati ad alimentarci di ingredienti diversi e seguire i precetti cinesi sarebbe tecnicamente complicato oltre che socialmente imbarazzante. Le regole di un'alimentazione sana sono comunque ormai alla portata di tutti e chiunque abbia buona volontà può seguirle. Usare ove sia possibile prodotti biologici, cibi privi di conservanti e coloranti, cucinare spesso usando prodotti freschi di stagione sono principi che tutto il mondo conosce.
- Quando praticare il Daoyin?
Il momento di pratica del Daoyin è spesso condizionato dall'organizzazione della vita di ciascuno di noi. Il momento in generale più propizio per la pratica fisica è il mattino, quando il corpo riposato sente la necessità di movimento. In Occidente è però d'uso praticare alla sera, dopo il lavoro. La pratica è più importante del momento della pratica, ogni momento è buono purché si abbia la voglia e l'energia per farlo.
- Quando non praticare il Daoyin?
È preferibile non praticare in condizioni di eccessiva stanchezza, affaticamento, ebbrezza da alcoolici o in presenza di forti squilibri emozionali. Si consiglia di non praticare in condizioni di fame, sete o subito dopo un pasto eccessivamente abbondante. In generale è buona regola seguire i ritmi e i segnali del proprio corpo.
|
|