1. Quanto tempo dedicare alla pratica?
    La durata e la frequenza dell'allenamento individuale del Daoyin dipendono dal livello di pratica, dalle condizioni fisiche e mentali del soggetto, dagli obiettivi che ci si prefigge e dalle condizioni oggettive (impegni, vita lavorativa, ecc.) In genere si considera un'ora e mezza di allenamento per tre quattro volte alla settimana un ritmo sufficiente ad indurre dei cambiamenti nel nostro corpo e poter godere dei benefici dell'esercizio.

  2. Perché allenare le posizioni statiche?
    L'allenamento statico promuove "l'unione" tra le varie parti del corpo che si esplicita con una circolazione libera ed abbondante del qi all'interno del corpo. A questo flusso corrisponde un potenziamento naturale e bilanciato di tutto il corpo a partire dall'interno. L'allenamento statico è un esercizio estremamente potente di nutrimento dei tessuti e rafforzamento delle difese immunitarie. E' anche un mezzo estremamente efficace per conoscere i proprio corpo e la propria mente.

  3. Perché allenare le posizioni dinamiche?
    I movimenti dinamici consentono di mantenere attivi muscoli, articolazioni, tendini e promuovono un'ottimale coordinazione della gestualità agendo su meccanismi proprioaccetivi. Con gli esercizi dinamici tutto il corpo viene drenato, allungato, stimolato. Si evita l'irrigidimento dei tessuti, la perdita di agilità e mobilità.

  4. Cosa non è il qi?
    Il qi non è un'energia magica che ci può consentire azioni prodigiose, il qi è soltanto un'energia biologica competente alla nostra persona. Il qi non è una fede o una credenza mistica ma un'energia materiale che dà sensazioni fisiche ben precise. Coltivando il nostro qi possiamo vivere meglio.

  5. Le sensazioni del qi
    Nell'agopuntura la sensazione del qi (qigan) può essere simile al passaggio di una più o meno lieve corrente elettrica o flusso di calore o dolore muscolare. Nella pratica fisica del Daoyin la sensazione del qi è associata ad un diffuso calore, senso di grande affaticamento muscolare e in certi casi di flussi interni come di corrente elettrica o di fluido. Tutte queste sono sensazioni normali che non devono impensierire il praticante.

  6. La concentrazione
    La concentrazione nel Daoyin deve consentire di controllare posizione, gesto, respirazione e al tempo stesso "fissarsi" su alcuni centri energetici particolari differenti da posizione a posizione. Oltre a far tutto ciò la concentrazione deve essere tranquilla e leggera, come se non si pensasse a nulla e niente importasse di ciò che si sta facendo o di ciò che accade attorno a noi. I cinesi dicono a riguardo "pensare non pensando" (si er busi).

  7. L'alimentazione
    Il Daoyin è una disciplina finalizzata innanzitutto alla cura della salute. Tra gli agenti che intervengo sul nostro qi, oltre all'esercizio fisico, v'è anche l'alimentazione, il bere, i sentimenti, la condotta di vita. Il professor Zhang Guangde ha elaborato indicazioni precise su un'alimentazione salutare basata sulla culinaria tradizionale cinese. In Occidente siamo abituati ad alimentarci di ingredienti diversi e seguire i precetti cinesi sarebbe tecnicamente complicato oltre che socialmente imbarazzante. Le regole di un'alimentazione sana sono comunque ormai alla portata di tutti e chiunque abbia buona volontà può seguirle. Usare ove sia possibile prodotti biologici, cibi privi di conservanti e coloranti, cucinare spesso usando prodotti freschi di stagione sono principi che tutto il mondo conosce.

  8. Quando praticare il Daoyin?
    Il momento di pratica del Daoyin è spesso condizionato dall'organizzazione della vita di ciascuno di noi. Il momento in generale più propizio per la pratica fisica è il mattino, quando il corpo riposato sente la necessità di movimento. In Occidente è però d'uso praticare alla sera, dopo il lavoro. La pratica è più importante del momento della pratica, ogni momento è buono purché si abbia la voglia e l'energia per farlo.

  9. Quando non praticare il Daoyin?
    È preferibile non praticare in condizioni di eccessiva stanchezza, affaticamento, ebbrezza da alcoolici o in presenza di forti squilibri emozionali. Si consiglia di non praticare in condizioni di fame, sete o subito dopo un pasto eccessivamente abbondante. In generale è buona regola seguire i ritmi e i segnali del proprio corpo.